Consultazione pubblica

sondaggio

CONSULTAZIONE PUBBLICA sul SERVIZIO PUBBLICO D’INFORMAZIONE

Il 6 maggio 2016 scade, dopo 20 anni, la convenzione per l’erogazione del servizio pubblico attualmente affidata dallo Stato alla Rai.

Proprio in vista di questa scadenza, al fine di comprendere come gli utenti ritengano di affrontare il futuro del Servizio pubblico del Paese, ritengo utile e democratico effettuare una consultazione pubblica, suddivisa nei seguenti diversi questionari tematici:

1) Parte Prima: cosa definiresti essere il servizio pubblico di informazione

2) Parte Seconda: da quali mezzi ritieni di ricevere informazioni di servizio pubblico?

3) Parte Terza: cosa definiresti essere il servizio pubblico televisivo

4) Parte Quarta: cosa definiresti essere il servizio pubblico radiofonico e web

Da oggi è disponibile per la compilazione la prima parte del questionario: cosa definiresti essere il servizio pubblico di informazione?

Maurizio Rossi

6 comments

  1. maurizio

    Il mio spontaneo commento quando si parla di servizio RAI è inerente alla visione di troppe immagini orribili, un esempio per tutti ero di ritorno dalla sardegna 2 estati fa e in una nave, in sala d’attesa su mega schermo trasmettevano un canale RAI2 in pieno pomeriggio, un film di medicina legale, cose che se alzava la testa un bimbo “molti lo hanno fatto” avrebbe avuto un bombardamento di scene orribili..Autopsie, immagini di morti in stadio avanzato..Mi chiedo se è questa l’informazione che debbano dare le TV..Qualcuno dirà di certo : è quello che alza l’auditel..questo è quello che la gente premia guardandole con alti numeri ? No, non credo sia cosi, credo che se si propone un alternativa positiva valida, gli ascolti migrerebbero verso il positivismo e i canali validi..
    Anche a livello sociale sono convinto che quello che propone e manda una TV influisca sulla emotività, positività e (in fine per tagliare diritti alla meta), alla unità costruttiva sociale.

  2. Mi trovo pienamente d’accordo con il commento di Maurizio Rossi, in quanto oggi il servizio che offre la Rai e’ talmente basso da riuscire a pareggiare o addirittura ad essere peggiore di canale 5, cosa impensata solo qualche anno fa.Non pagherei per vedere alcun programma Rai e non vedo perche’ devo pagare il canone, anche se non la guardo piu’ da anni. Ma e’ follia pura, io non posso tenere un televisore, pur non vedendo mai la Rai, in quanto pago il fatto che ho un elettrodomestico chiamato Televisione, si’ ,perche’ se come nel caso di mio figlio ,lui usa lo schermo, per giocare alla play station ,ma non guarda la televisione, DEVE comunque pagare, e’ un furto. Il servizio Rai oggi e’ dannoso a tutti, la volgarita’ esce in maniera spudorata in tutte le tre reti e la miglior ipotesi sta nei talk show faziosi e noiosissimi o morbosi. Bravo Maurizio, mi e’ piaciuto il tuo articolo, la pensiamo allo stesso modo.

  3. Nicola R.

    L’iniziativa è interessante ma trovo il questionario molto riduttivo e un po’ tendenzioso.
    Le faccio notare che nessuno di noi è in grado di capire se il costo giornaliero della RAI è adeguato oppure no. Io gestisco una piccola azienda e non ho idea di come funzioni un’emittente televisiva.
    A mio parere il problema non è rappresentato dal tipo di programma (intrattenimento, didattico, arte, ecc.) ma dalla modalità con cui viene realizzato e proposto agli utenti.
    Le trasmissioni di intrattenimento vengono usate per far passare informazione spesso parziale o pilotata, personaggi della politica fanno più presenze di quelli del mondo dello spettacolo. Questo non ha senso. La televisione deve essere un mezzo indipendente di controllo della politica, non il contrario.
    Al momento, i conduttori, tranne rarissime eccezioni, non hanno indipendenza né “margine di manovra” su quello che dicono e fanno.
    Quindi ben vengano i telegiornali ma che siano fonte di informazione e non bollettini di partito.
    Ben vengano i momenti di approfondimento politico ma che siano tesi all’analisi della situazione reale e non spazi di propaganda elettorale.
    Va bene anche un’attenzione al mercato ma non può essere l’unico parametro.
    Concordo con il commento precedente di “Maurizio”. Come genitore dovrei sentirmi garantito dalla RAI nel momento in cui i miei figli volessero guardare la tv nel pomeriggio.
    In questo caso si dovrebbe vedere la differenza tra servizio pubblico e tv privata.

  4. Mirta Marinari

    La Rai, la cara Rai con cui sono cresciuta, è morta. Defunta. Chi ha commentato prima di me ha già espresso quello che penso anche io. Programmi deboli, noiosi, per niente istruttivi…fasce orarie NON dedicate, confusione, sciatteria, superficialità. Prodotti scadenti, format risaputi. L’Italia è arrivata a questi punti deliranti anche perchè la Rai, la TV per eccellenza (un tempo), è diventata negli anni una scopiazzatura molte volte maldestra e inopportuna di Canale 5 & C. I cervelli delle nuove generazioni sono in questo modo obnubilati, e gli adulti sono schifati. Nella vita è necessario guardare sempre avanti, ma non dimenticare mai il passato…Se il passato è stato buono, come nel caso della Rai, non vedo perchè non si debba studiare attentamente quella che era la programmazione di una volta, aggiornandola ovviamente al presente. Da anni ormai, io che pagavo con orgoglio l’abbonamento, al momento di tirare fuori i soldi sono avvilita. Con la crisi che c’è, odio buttare via il danaro, e quello che mi costringono a tirare fuori visto che possiedo un apparecchio televisivo, è buttato via, perchè la Rai io non la guardo più. Ma proprio più.

  5. Davide Frino

    L’avvento del digitale per Rai si sarebbe potuto tradurre in un’impagabile evoluzione. Il risultato a oggi è un’occasione mancata a causa di una programmazione priva di originalità.

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