Considerazioni di Maurizio Rossi sulla Bozza di Parere presentata in Commissione di Vigilanza

maurizio rossi

In seguito all’esame del testo della Convenzione, l’on. Peluffo ha presentato un parere che il senatore Rossi ha ritenuto di non condividere. Tale parere, infatti, non ha tenuto in alcun conto le segnalazioni di alcuni soggetti auditi e in particolare da parte di Agcom, Antitrust, Corte dei Conti, nonché il chiaro invito della Commissione Europea a tutti gli Stati membri a procedere ad una separazione funzionale delle attività di servizio pubblico e commerciale.

Verrebbe così assegnata una concessione senza contratto di servizio, senza piano news e senza piano industriale, per un importo complessivo di 20 miliardi di euro (senza contare il valore della pubblicità), senza stabilire gli obblighi del concessionario, demandati al successivo contratto di servizio (se mai si farà..). Una vergogna per il nostro Paese, un parere invotabile pieno di situazioni inaccettabili in contrasto con il diritto comunitario.

Per tutti questi motivi, il senatore Rossi ha inviato ai commissari alcune considerazioni sul parere e sulla Convenzione, in linea con quanto più volte detto in Commissione e riportando alcune delle dichiarazioni degli auditi non accolte dal parere ufficiale della Commissione.

Leggi le considerazioni presentate da Maurizio Rossi sulla bozza di parere presentata in Commissione di Vigilanza.

In particolare, Rossi ha posto l’accento sul dovere di evitare:

danno erariale, con conseguente attivazione dell’azione di responsabilità contabile della Corte dei Conti;
infrazioni comunitarie, in particolare per aiuti di Stato.
Nella relazione ha inoltre richiamato alcune dichiarazioni, in particolare di:
- Agcom, che afferma: “la condizione in cui Rai si ritrova, con un’offerta televisiva al pubblico molto vasta e con una necessità inferiore di ricorso al mercato rispetto ai concorrenti nel mercato della televisione gratuita, potrebbe creare distorsioni sia nell’acquisizione dei contenuti di natura commerciale che nell’offerta di spazi pubblicitari televisivi”.
- Antitrust, che auspica forme di separazione fra attività commerciale e servizio pubblico ben più incisive della separazione contabile.
Ha infine ricordato come la stessa Commissione Europea raccomandi agli Stati membri una separazione funzionale tra le attività di servizio pubblico e quelle commerciali, e pertanto il sen Rossi auspica che sia indicata chiaramente in Convenzione la necessità di procedere alla separazione societaria come forma migliore per garantire l’osservanza di tutte le norme e disposizioni in materia di aiuti di Stato servizio pubblico ed evitare vantaggi competitivi e distorsioni del mercato.

 

 

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