Audizione Enrico Morando, viceministro dell’Economia e delle finanze

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Audizione viceministro dell’Economia e delle finanze, Enrico Morando

venerdì 24 marzo

Video integrale

L’intervento del Ministro Morando

L’intervento di Maurizio Rossi

Le domande di Maurizio Rossi al ministro Morando

Ho molte perplessità sulla convenzione che stiamo analizzando
Sono 4 anni che parliamo di come si dovesse impostare la nuova concessione di servizio pubblico e tutto quello che il governo è riuscito a partorire è questo schema di convenzione che non dice nulla?
Lo dico prima di entrare nell’analisi di alcuni punti fondamentali:
Ritengo sarebbe auspicabile che il governo e l’azionista di rai, qui da lei rappresentato, di prendere in seria considerazione di procedere ad una nuova proroga di 6 mesi, intanto,
Se le proroghe della concessione sono illegittime lo sono anche quelle precedenti quindi non cambia nulla farne una in più,
In tal modo potreste arrivare a proporre a questa commissione uno schema di convenzione ben più articolato che rispetti le normative italiane e europee in materia di concessioni, che consenta, come doveroso, contestualmente al rilascio della concessione di stabilire in modo chiaro ed inequivocabile diritti e obblighi certi del concessionario e non demandi ad atti successivi come il contratto di servizio, il piano news e il piano industriale.
Desidero in ‘proposito ricordare che in Inghilterra
Il royal bbc charter, che e’ la nostra concessione, ha integrato contestualmente un dettagliato e corposo agreement applicativo (la nostra convenzione nonché contratto di servizio unificati) in cui vengono stabiliti

  • Il ruolo
  • La missione
  • Gli obblighi
  • L’organizzazione
  • Il modello di finanziamento sia da canone che da altri proventi come pubblicità e cessione di diritti

Le sarà noto che tutti i contratti di servizio rai sono sempre stati applicati con anni di ritardo rispetto alle scadenze naturali e che ad oggi è in vigore quello scaduto nel 2012! In quanto l’ultimo approvato da questa commissione non è mai stato applicato
Al fine di evitare al mio paese quindi
Infrazioni europee,
Eventuali cause in sede nazionale e comunitaria
Violazione dei primari principi sulla concorrenza
Le chiedo cortesemente di rispondere alle seguenti domande:

  • Condivide che questo schema di convenzione è del tutto carente di indicazioni essenziali dovendo accompagnare la concessione?
  • Che non è pensabile che la nostra commissione riscriva di fatto integralmente la convenzione sostituendosi ai compiti del ministero?
  • Che questa convenzione non illustra in modo ampio e chiaro, come avrebbe dovuto, non essendo inserito nella legge, le motivazioni per cui rai sarebbe l’unico soggetto in grado di assolvere agli obblighi di servizio pubblico, motivazione ritenuta indispensabile dalle norme europee quando si affida una concessione senza passare da gara?
  • Che non è conforme alla normativa ne italiana ne europea che venga affidata una concessione, peraltro del valore di 20 miliardi di euro, senza che contestualmente vengano stabiliti in modo preciso gli obblighi senza demandare ad atti successivi di cui alcuni addirittura discrezionali del concessionario?
  • Che va stabilito obbligo di separazione funzionale come detto in commissione anche da Agcom e come ha chiesto la commissione europea agli stati membri, che può voler dire una separazione netta anche societaria tra canali di servizio pubblico e canali commerciali consentendo in modo efficace le esigenze di trasparenza postulate dall’ordinamento comunitario?
  • Che va stabilito in modo inequivocabile come il soggetto concessionario che riceve 20 miliardi di euro di aiuto di stato non possa mai in alcun modo approfittare degli aiuti di stato trovandosi in un netto vantaggio competitivo nei confronti di tutto il resto del panorama dei media del paese evitando in tal modo possibili gravi distorsioni del mercato e conseguenti crisi occupazionale in tutti il resto del media concorrenti?
  • Che come nel resto d’Europa l’inserimento di pubblicità nei programmi pagati con l’ aiuto di stato vada fortemente limitato o eliminato e non possa diventare invece oggetto di vendite a pacchetto multicanale? Si rammentano al proposito le norme europee in materia di aiuti di stato al servizio pubblico che obbliga a vigilare sull’assenza di sussidi incrociati tra attività finanziate dal canone e attività commerciali.
  • Che i limiti di affollamento vadano ridefiniti in modo chiaro e inequivocabile con netta distinzione e rapportati ad ogni singolo canale e mai cumulabili fra loro come ha fatto sino ad oggi rai?
  • Che il concessionario pubblico debba mantenere sconti sui listini molto limitati anche a seguito proprio del limitato affollamento e che sia inibito di pagare percentuali a centri media per ottenere contratti come ben ha fatto dal 1994 la Francia?
  • Che vada stabilito in convenzione il numero di canali di servizio pubblico come avviene nel resto d’Europa che sono in tutti gli stati tra 3 e 5 mentre in Italia sono 15 e 6 radiofonici?
  • Che è indispensabile indicare conoscere e inserire in convenzione il piano news che è il vero punto primario del servizio pubblico stabilendo anche la necessita di creare un’unica redazione e definendo i canali dedicati all’informazione, processo che mai potrà avvenire per decisione del concessionario ma che deve essere indicato dal concedente?
  • Che è necessario indicare il numero di frequenze massimo utilizzabile con conseguente risparmio di oltre 100 milioni di euro?

Potrei aggiungere ancora molto altro sig. Viceministro ma le chiedo alla luce di quanto esposto se non ritenga la via migliore proprio quella che le chiedevo in premessa
Fate una ulteriore proroga
Valutate anche la conformità alle normative comunitarie della concessione e convenzione che intendete affidare.

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