Il Progetto

Questo sito nasce in vista della scadenza, il 6 maggio 2016, della convenzione relativa all’affidamento del servizio pubblico radiotelevisivo nazionale dopo 20 anni: il significato e obiettivo del sito è quello di far sì che, a partire dal 6 maggio 2016, i cittadini italiani e abbonati Rai possano ricevere il migliore servizio al minor costo possibile, senza dare per scontato che detto servizio debba essere fornito da Rai nella sua interezza o in parte. E d’altronde il servizio pubblico oggi è offerto solo da Rai o anche da molti altri mezzi d’informazione?

Il viceministro con delega alle comunicazioni, Antonio Catricalà, ha dichiarato, come da me da tempo sostenuto, che non è possibile procedere ad un rinnovo automatico della convenzione del servizio pubblico alla Rai, ma occorre seguire una procedura di assegnazione che prevede l’approvazione della convenzione da parte del Parlamento. Perchè quindi nell’interesse dei cittadini non passare da un bando o da più bandi di assegnazione di parti di servizio pubblico?

In questa occasione bisogna avere il coraggio di affrontare le problematiche di tutto il sistema dell’informazione nazionale, non solo della Rai, e di guardare ad un progetto costruttivo anche se ridimensionato del ruolo della Rai. Nessuno vuole che la Rai segua il destino della tv greca ma neanche che tutto il mondo dell’informazione italiana imploda con gravi rischi per la pluralità dell’informazione del Paese.

Ministero delle attività produttive, Presidenza del Consiglio, Agcom, Sindacati di categoria, Associazioni tv radio e web carta stampata devono guardare con oggettività e coscienza a quello che sta accadendo e accadrà nel sistema informativo nazionale.

La Rai non può guardare solo alla sua egoistica posizione di privilegio, non può pretendere 50 MILIARDI DI EURO per il rinnovo della convenzione “pro domo sua”, approfittare del gettito del canone, di fatto un aiuto di Stato, per poi fare concorrenza illegittima a tutti i media vendendo anche pubblicità nei suoi mezzi creati e sostenuti con denaro pubblico.

Siamo ad un passaggio epocale con la scadenza del 6 maggio 2016, che dobbiamo affrontare come tanti altri settori pubblici,
con coraggio
innovazione
equilibrio
nel rispetto di tutti i player sul mercato e con la volontà di non distorcere il mercato dell’informazione.

Il sistema di informazione va rivisto, definendo:
- cosa si debba considerare servizio pubblico di informazione
- chi fornisce servizio pubblico di informazione
- come debba essere assegnato il servizio pubblico di informazione, nel primario interesse dei cittadini: miglior servizio al minor costo
- quanto debba essere pagato il servizio pubblico d’informazione nell’ottica di uno stretto rapporto tra importo del canone e servizio offerto
- come ridurre i costi relativi a investimenti in impianti tecnici e di trasmissioni del tutto inutili visto che basterebbe solo una rete di trasmissione, un telegiornale, una redazione per fornire servizio pubblico.

A tal fine, è stata predisposta una consultazione pubblica (“Dite la vostra“), articolata in quattro questionari tematici che verranno presentati periodicamente nel seguente ordine:

  1.  Cosa definiresti essere il servizio pubblico di informazione (già online: clicca qui per rispondere alle domande!)
  2. Da quali mezzi ritieni di ricevere informazioni di servizio pubblico?
  3. Cosa definiresti essere il servizio pubblico televisivo
  4. Cosa definiresti essere il servizio pubblico radiofonico e web

Mi auguro che questo contributo possa essere utile alla costruzione di un nuovo sistema di informazione nel Paese, che possa garantire la pluralità dell’informazione e premiare la professionalità di tutti i player presenti sul mercato.

Maurizio Rossi